{"id":14426,"date":"2020-12-30T00:00:00","date_gmt":"2020-12-29T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/dev.goodata.eu\/industria-lattiero-casearia-come-e-perche-ridurre-le-emissioni-di-co2\/"},"modified":"2024-10-02T14:42:09","modified_gmt":"2024-10-02T12:42:09","slug":"industria-lattiero-casearia-come-e-perche-ridurre-le-emissioni-di-co2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.goodata.eu\/en\/blog\/sustainability-2\/industria-lattiero-casearia-come-e-perche-ridurre-le-emissioni-di-co2\/","title":{"rendered":"Industria lattiero casearia: come e perch\u00e9 ridurre le emissioni di CO2"},"content":{"rendered":"<p><b>Come abbassare l\u2019impatto ambientale dei prodotti lattiero-caseari e delle aziende produttrici?<\/b> Basta lasciarsi guidare da chi sa cosa fare. Conosciamo: gli impatti ambientali del settore, le best practice dei brand italiani, perch\u00e9 \u00e8 fondamentale partire dalla misurazione delle emissioni di gas nocivi e come agire per il bene dell\u2019azienda e dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>La filiera del latte in Europa<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Secondo i dati riportati nell\u2019inchiesta sulla filiera del latte in Italia e in Europa datata dicembre 2019 (European Consumers \u2013 L\u2019Associazione delle associazioni), il continente europeo \u00e8 il principale produttore mondiale di latte, seguito da India, Cina, Pakistan, Russia, Brasile e Nuova Zelanda. Nell\u2019ambito degli scambi internazionali l\u2019Europa \u00e8 il 1\u00b0 esportatore di formaggi, principalmente richiesti da Russia, Giappone e Stati Uniti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tra tutti gli Stati europei <b>la nostra nazione sembra avere un ruolo di spicco. <\/b>La produzione di latte delle aziende italiane \u00e8 pari a 12.916.400 tonnellate, sono ben 50 i formaggi DOP prodotti in Italia e siamo tra le principali nazioni esportatrici di formaggi e latticini dell\u2019Unione, dopo Germania, Francia e Paesi Bassi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che distingue da sempre il Made in Italy, anche nel settore alimentare e precisamente in quello lattiero-caseario, \u00e8 la qualit\u00e0 dei nostri prodotti; non \u00e8 un caso, infatti, che essi siano tra i pi\u00f9 contraffatti al mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Gli impatti ambientali del settore lattiero-caseario<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019impatto ambientale dei prodotti alimentari pu\u00f2 essere calcolato con diverse impronte, tra cui la <a href=\"https:\/\/productcarbonfootprint.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">carbon footprint<\/a>. Mediante il calcolo della carbon footprint \u00e8 possibile individuare il quantitativo di emissioni di anidride carbonica proveniente dalle attivit\u00e0 aziendali (produzione, trasporto, ecc.), ma anche quelle che derivano da ogni singola fase del ciclo di vita del prodotto (estrazione delle materie prime, trasformazione, produzione, distribuzione, consumo e smaltimento finale).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il settore agricolo \u00e8 oggi responsabile del 10-12% delle emissioni globali di gas serra, una quota che \u00e8 destinata a crescere. <b>Un\u2019azienda agricola deve fare i conti con emissioni di gas nocivi di natura diversa. <\/b>Le emissioni di anidride carbonica (CO2) derivano sostanzialmente dall\u2019uso di energia elettrica e carburante impiegati per la tenuta della stalla, dell\u2019eventuale impianto di produzione e dell\u2019intera struttura aziendale. Ci sono poi le emissioni di metano, dovute all\u2019allevamento del bovino del latte; quelle di protossido di azoto, potente gas rilasciato in atmosfera dal letame e c\u2019\u00e8 anche l\u2019ammoniaca, le cui emissioni dipendono invece dalle deiezioni e dal processo di concimazione azotata dei campi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Come ridurre le emissioni di gas nocivi delle imprese del settore<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo step iniziale \u00e8 sicuramente quello di <b>avviare la misurazione della carbon footprint,<\/b> per poi continuare con l\u2019individuazione degli interventi da mettere in pratica per migliorare, laddove possibile, i processi e ridurre le emissioni di CO2. C\u2019\u00e8 chi sceglie di intervenire su singole parti del processo di produzione, proponendo magari un packaging sostenibile e chi invece decide di prendere parte a progetti di compensazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tra i brand italiani che hanno scelto la prima strada ci sono <i>Nonno Nanni<\/i> and <i>Valio<\/i>. Lo storico brand Nonno Nanni ha provveduto al calcolo della carbon footprint per pi\u00f9 prodotti: stracchino classico, robiola, ecc. Uno studio che ha considerato ogni parte della filiera produttiva, quindi le emissioni dirette generate dalla produzione del formaggio e quelle indirette derivate dalla produzione del latte in stalla.<\/p>\n<p>Avviate, poi, le operazioni di riduzione dell\u2019impronta di carbonio, l\u2019azienda ha conseguito la <b>certificazione carbon footprint <\/b>ed ora mira a risultati maggiori mediante l\u2019uso di energia rinnovabile, di un cogeneratore, di un depuratore biologico e confezioni 100% riciclabili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La cooperativa cremonese <i>Latteria Sorresina<\/i>, invece, \u00e8 gi\u00e0 da molti anni attiva sul tema della sostenibilit\u00e0. Nel tempo \u00e8 riuscita a ridurre di oltre il 40% i consumi di acqua, dell\u20198% quelli di energia elettrica, a ridurre del 15% i consumi di gas metano per la produzione di energia termica e del 10% le emissioni di CO2.<\/p>\n<p>Ora guarda avanti per un progetto ancora pi\u00f9 aulico, volto alla riduzione di circa 2.500 tonnellate di CO2 l\u2019anno mediante l\u2019installazione di un impianto di cogenerazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Molte altre sono le imprese che hanno scelto di proporre un <b>packaging sostenibile<\/b> per ridurre le emissioni di CO2 relative all\u2019imballaggio. La <i>Latteria Soligo<\/i> lancia un packaging rinnovato nel design e nei materiali utilizzati, con una composizione di carta e plastica di origine vegetale. Questa scelta le permetter\u00e0 di ridurre del 31% la carbon footprint rispetto alle confezioni precedenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Scelta simile anche per <i>Granarolo <\/i>che opta per confezioni a base vegetale realizzate per l\u201987% con materiale proveniente da fonti rinnovabili; risultato: il 20% in meno di emissioni di CO2 rispetto a quelle delle vecchie confezioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Progetto Life TTGG: \u201cI duri cominciano a giocare\u201d<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questo caso i \u201cduri\u201d sono i formaggi, il Grana Padano e il Comt\u00e9. Il Progetto Life The Tough Get Going \u00e8 cofinanziato dal Programma europeo per l\u2019ambiente e l\u2019azione per il clima. Coinvolge 7 partner, ognuno con dei compiti specifici: Consorzio tutela Grana Padano, Politecnico di Milano, Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, oriGIn, Qualivita, Enersem e CNIEL.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il primo obiettivo \u00e8 quello di orientare le aziende del settore lattiero-caseario nel miglioramento dei processi produttivi. Il secondo \u00e8 realizzare un software in grado di valutare l\u2019impronta ambientale dei prodotti (Product Environmental Footprint \u2013 PEF).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Certificazione carbon footprint: i nostri esperti sanno cosa fare<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come hai potuto leggere nei paragrafi precedenti circa le scelte fatte da alcuni brand italiani, <b>ogni azione di riduzione delle emissioni di CO2 e di altri gas nocivi parte dalla misurazione.<\/b> Identificare le quantit\u00e0, definire gli interventi e procedere alla certificazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sei interessato a saperne di pi\u00f9 sulla carbon footprint per migliorare le prestazioni ambientali della tua azienda e dei prodotti che offri?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Chiedi il supporto dei nostri esperti.<\/b><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come abbassare l\u2019impatto ambientale dei prodotti lattiero-caseari e delle aziende produttrici? Basta lasciarsi guidare da chi sa cosa fare. 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